Friday, November 4, 2011

Sunday, October 23, 2011

Arrivederci.



Vi lascio, dicendo che cento soldati americani daranno supporto per eliminare gli ultimi bastardi del LRA.

Vi lascio, dicendo che Mr. We Can ha deciso di inviarli perché ciò che accade da anni per colpa di quei bastardi è una ferita alla dignità umana.

Vi lascio, dicendo che dagli stati del South Kordofan e Blu Nile SETTECENTOCINQUANTAMILA persone fuggono per le persecuzioni.

Vi lascio, dicendo che nei miseri mercati un sacco di sorgo costa 55 dollari.

Vi lascio, dicendo che quegli impediti della FAO fanno appello per 5 milioni di dollari di cibo.

Vi lascio, dicendo che gli infermieri dei miserabili piccoli ospedali donano il proprio sangue perché altro non ne esiste.

Vi lascio, dicendo che le scorte dei medicinali sono terminate da tempo e i dottori o pseudo tali amputano senza poter somministrare alcun tipo di anestesia.

Vi lascio, dicendo che i bambini, a decine, muoiono per una semplice diarrea.

Vi lascio, dicendo che le bombe colpiscono preferibilmente donne e bambini, per scalfire la volontà di chi combatte, di chi non si arrende.

Vi lascio, dicendo che anche ciò che sta accadendo loro è una ferita alla dignità umana.

Vi lascio, dicendo che la pistola dorata del non più utile Gheddafi e l’Euro stanco delle speculazioni di Tutti, continueranno a far si che la vita di questa miserabile Gente non interessi un Cazzo a nessuno.

Vi lascio, dicendo che lo scribacchino cesserà di scrivere da queste pagine, ma state pur certi che ce ne saranno altre da cui potrete leggere della sua ingenuità.


A voi tutti, buon viaggio, il vostro.



Wednesday, October 12, 2011

una Nuba, una qualsiasi.



Piccola donna, che per anni portasti acqua alla tua famiglia, percorrendo sentieri nascosti, lasciando una parte di te lungo ogni cammino, non pretendendo se non un qualcosa che allontanasse quell’arsura che ti ha sempre accompagnato da che sei venuta al mondo.

Piccola donna, non vi è pace nel tuo vivere, le tue lacrime non riescono più a confondersi con l’acqua sporca che amorevolmente raccogli per i tuoi bimbi. 
Cosa ti racconti, cosa gli dici quando rivolgi lo sguardo al cielo, quali parole usi per chiedere una tregua al tuo soffrire.

Piccola donna, che non ricordi più il viso del tuo compagno, che a stento richiami alla memoria il suono della sua voce, di quell’ultima volta che il tuo sguardo lo vide allontanarsi da quel piccolo mondo fatto di montagne, soltanto vostre.

Piccola donna, non hai colpa, nessuna di voi ne ha.

i.s.

Tuesday, October 11, 2011

che qualcuno mi contraddica.



È gente che mesi or sono diede il proprio contributo, votando, dicendo sì alla separazione.

È gente che per anni è stata definita schiava.

È gente del Sud che ricorda poco o nulla di ciò che era.

È gente in attesa di una chiatta che la porti nella rinoceronte capitale.

È gente costretta a vendere i pochi averi pur di mangiare.

È gente che stupidamente pensava di poter appartenere al futuro del nuovo Sud Sudan.

È gente considerata ZERO da agenzie internazionali come l’IOM (Organizzazione internazionale per le migrazioni).

È gente, non sono numeri, sono volti, non sono crocette, sono esseri umani, non sono pagine da riempire, sono come Voi.

i.s.

11 ottobre 2011



Si "salta" ancora nella contea di Mayom dello stato di Jongley.
A provare la terribile esperienza sono venti persone che hanno perduto la vita, altre ne porteranno i segni per il resto dei loro giorni, sempre che riescano a sopravvivere.
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Il JEM, il partito non firmatario del trattato di Doha insiste affinché nel Sudan, quindi il Darfur, venga adottata la laicità, che le religioni siano tenute fuori da un qualunque programma che possa ristabilire l’ordine in quella terra martoriata.
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I Murle e i Nuer, Jonglei State, si staranno realmente parlando? 
I tremila morti degl'ultimi quattro mesi saranno bastati?
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Gli incontri internazionali del segretario del SPLM-nord, Yasir Arman, saranno serviti a qualcosa? 
Non sembrerebbe.
In 130 sono ancora agli arresti, e di questi rappresentanti politici non si hanno più notizie.
I confetti BOOM targati SAF non cessano di far visita alle popolazioni del Blue Nile. 
Ormai, in trentamila sono fuggiti, in cerca di futuro, mi correggo, di cibo.
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Repubblica del Sud Sudan: 
Una donna su sette muore nel dare alla luce il proprio figlio. 


i.s.

Thursday, October 6, 2011

sfollati:tanti, cibo:poco, promesse:come se piovessero ...



Per chi vorrà visitare il nuovo Sud Sudan tenga libera una pagina del proprio passaporto. Entro poche settimane sarà disponibile il visto da applicare, ovviamente pagabile in dollari. Il permesso di soggiorno formato 20x15 andrà in pensione.

Mi domando, l’immagine del patriota John Garang, dopo aver trovato spazio su cartelloni pubblicitari di compagnie telefoniche che garantiscono il miglior sconto e su coperture termiche per ruote di scorta, riuscirà a ritagliarsi un angolino del nuovo Adesivo?
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La gioventù di Wau protesta pacificamente.
A irritare la popolazione studentesca non è il divieto di vendita di alcolici ai minori di 18 anni, bensì la leadership politica dello stato, Western Bahr el-Ghazal appunto, secondo nella classifica della corruzione solo al C. Equatoria, regione che ospita l’attuale ma non definitiva capitale del Sud Sudan.
Corruzione che l’uomo dal Grande Cappello ha promesso di limare in un incontro quattr’occhi tenuto in terra Obama.
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Mahgoub Hussein, il più “rasta” dei ribelli, dice di appoggiare in pieno la linea intrapresa dall’altro gruppo conosciuto come JEM.
Il trattato firmato nella capitale del Qatar appare sempre di più carta straccia, l’ennesima, inutile e costosa balla di questi ultimi otto anni che vede il Darfur, ultimo nel classifica dell'attenzione internazionale.
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Yida, un piccolo villaggio in Unity State, a pochi chilometri da un confine immaginario è il nome più gettonato fra la popolazione Nuba in fuga dagli incessanti attacchi aerei. 

3 confetti BOOM rappresentano il menù che il SAF sudanese riserva loro giornalmente.


i.s.

Sunday, October 2, 2011

posta per te



L’Uomo Oliva invia un telegramma diplomatico al suo pari grado, Grande Cappello.

Mi immagino il testo.

“Cosa ne diresti di dividerci equamente il debito di 38 miliardi di dollari? Sai, da quando non ricevo il vostro greggio ho una serie di problemi, con l’opposizione politica, come te del resto, con la popolazione, come te del resto, con gli amici, sauditi per me, americani per te.
Quindi, cosa ne diresti di darmi una mano, in cambio, potrei spendere una buona parola con gli unici “amici” che abbiamo in comune, non negarlo, so perfettamente quanti preventivi stai chiedendo ai veri padroni dell’Africa, tutta, la Cina”.  

P.S. Per il momento, scordati che io lasci la regione autonoma di Abyei.

Distinti Saluti

Omer Al Bashir
Presidente del Sudan, tuo vicino di casa.

i.s.

Saturday, October 1, 2011

... sei tu?



È tranquilla la sua voce, non è appesantita dagli eventi che lo invadono, è quello di sempre, mi aggiorna senza scomporsi come se alcunché potesse toccarlo. 
È  lui a chiedermi, ad ascoltare, la normalità deve prevalere, non può cedere il passo, non deve. 
Bisogna parlare del futuro, raccontarsi, senza domandare, rileggere alcuni momenti trascorsi insieme, e sorridere. 
La voce è spezzata, i silenzi devono scomparire, la linea potrebbe cadere da un momento all’altro, e tutto rimanere sospeso.

Lo sai che la stronza e la bastarda (*) dilagano nel nuovo Sud Sudan?
Lo sai che le Nazioni Unite vorrebbero un po’ meno corruzione?
Lo sai che sono i primi a causarla?
Lo sai che in Warrap State il popolo eletto ed elettore chiede la caduta del governatore?
Lo sai che più di un decimo della popolazione del nuovo Sud Sudan non ha di che sfamarsi?

Lo sai che l’uomo Oliva compra le armi lasciate dalla famiglia Gheddafi? E che potrebbero essere  le stesse che l'arabo Sudan sta usando contro il tuo popolo e te, mio caro Stephen. Questo lo sai?

... silenzio, la linea è caduta, a presto mio caro amico.

* malaria e aids

i.s.


Thursday, September 29, 2011

cambio di rotta


Lascio scivolare la mia "ingenua" penna, per un po' la terrò lontana ma non  troppo, da ciò che fino ad oggi mi ha accompagnato.
Ne prenderò un'altra, una differente, fatta da e di altre voci che in questo breve periodo sapranno ugualmente raccontare, ma non preoccupatevi, anche lei saprà essere ingenua e fuori dalle righe.

Continuerò fino all'istante in cui capirò se il mio vivere tornerà fra quella gente fatta di stracci e orgoglio, ricca di povertà e speranza, nutrita di nulla e futuro incerto.

Per cui sentirete ancora parlare di improbabili "marche di marmellata" quali JEM e NUP, o dimenticate tessere di partito come SPLM-nord, tutte sigle che rappresentano volti sconosciuti e lontani, ancora in cerca di un futuro privo di violenza, ma che per raggiungerla sono ancora in grado di viverla, la violenza, di sopportala, di pagarne il prezzo, perché quando il desiderio è tanto e forte, il portafoglio della speranza non cesserà mai di fornire loro un valido sostegno.

A presto, anzi a breve, il sempre e vostro ingenuo scribacchino.


Monday, September 26, 2011

mettetevi d'accordo



Il nuovo Sud Sudan dice di essere intenzionato ad acquistare la tessera annuale del comitato per il bacino del Nilo.
Un eletto gruppo di stati che periodicamente parlano di risorse naturali, fra cui l’acqua del Grande Fiume senza mai trovare un accordo, la diga in Etiopia “made in China” ne è un chiaro esempio.
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Il ministro della Salute, quest’ultimo, termine sconosciuto alla stragrande maggioranza dei 12 milioni di abitanti che popolano questa infante terra, esegue un accorato appello alla comunità internazionale.
“Aiutateci”dice il neoeletto, il tasso di mortalità fra i bebè sud sudanesi ha superato il 10%. Ogni diecimila, mille non raggiungono il quinto mese di vita. La vaccinazione preventiva, è pratica mai trattata da queste parti se non in casi rari e ben pubblicizzati per gli occhi d’inviati disinteressati.
E spendere meno per se stessi concedendo qualcosa alla propria gente, no?
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Un centinaio di confetti BOOM è stato recapitato nell’arco di sole 24 ore in un’area ben precisa del Blue Nile, la popolazione inerme e gli uomini del SPLM-nord non intenzionati a deporre le armi, continuano a camminare tenendo lo sguardo rivolto al cielo, in attesa che il “clima” cambi.
Il servizio meteorologico delle Nazioni Unite continua a non rispondere.
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L’uomo dal Grande Cappello fresco dalla recente apparizione nel più importante palazzo di vetro dell’intero pianeta, è contraddetto da un portavoce del suo governo.
Le frontiere con il Nord saranno chiuse entro dicembre, chi è intenzionato a condividere la nostra Indipendenza faccia i bagagli e si sbrighi.
Ma non era stato detto di aprire 10 nuovi passaggi!!!!

Dall'ingenuo scribacchino, un buon proseguimento di ciò che state facendo.

due minuti e quarantaquattro secondi



È il tempo di una canzone, di una breve, è il tempo di una voce, una voce che il mio cuore riconosce, che porta con se. 
È il dolce suono della mia amica, che non mi dimentica, che se pur lontana mi permette di starle accanto.
Mi sbaglio, non è troppo breve, non lo è affatto, è più di quanto avrei sperato, sono due minuti e quarantaquattro secondi in più del nulla che possedevo prima.
Mia cara Anns, non smettere di sorridere nel vedere il mio nome sulle spalle di qualche bimbo fatto di adorabili stracci, un giorno non lontano, saprò portare l’ingenuo scribacchino a due passi da te, per ascoltare i due minuti e quarantaquattro secondi che oggi mi hai donato.

buona giornata a te, sorellina mia.

Saturday, September 24, 2011

il conto senza l'oste




Chissà cosa penseranno i futuri probabili vincitori di uno dei 15000 biglietti messi in palio dal governo del Sud Sudan, cui estrazione prevede come premio (per tutti) la perdita dello status di Combattente.

Gente che per anni, sicuramente per un paio di decenni, in piena adolescenza imparò la famosa arte dell’AK 47. Arte che ha permesso di festeggiare un’Indipendenza che ancor oggi 24 settembre ’11 è pagata a duro prezzo in termini di vite e futuro.

Persone abituate al bottino, cui educazione scolastica è praticamente assente, quella sociale, da reinventare completamente, perché alcun programma serio è stato creato per loro. Uomini che rappresenteranno i futuri sbandati del Nuovo Sud Sudan, che non apprezzeranno molto facilmente il radicale cambio di vita che attende loro.

Non saranno le duemila armi raccolte in questo periodo, percentuale modestissima rispetto al numero presente sul territorio e non in mano a soldati, a indurre la popolazione, tutta, a vedere qualcosa di differente dal “prendere senza chiedere”.

Poche rassicurazioni sono state date loro, nessun insegnamento, nessuna alternativa.
L’immagine di un futuro differente presenta ancora colori sbiaditi, perché le mani che si avvicendano nell’impugnare il Pennello sono inesperte almeno quanto quelle di coloro che attendono un qualcosa di meglio, o perlomeno accettabile per il proprio futuro.

P.S. In Blue Nile decine e decine di Bocche da Fuoco targate SAF attendono un solo comando dell'Uomo Oliva, per far conoscere alla gente del deposto governatore Agar, il proprio inconfondibile “suono”.

A voi, lettori dell'ingenuo scribacchino, auguro una notte semplice e possibilmente orfana di cattivi pensieri.



Friday, September 23, 2011

cose che capitano.



Mentre oltreoceano l’uomo dal Grande Cappello incontra il primo ministro israeliano strappandogli la promessa di un concreto aiuto, in Unity State si tenta il disarmo, piano praticamente fallito in Lakes State, lontano anni luce in Upper Nile, impensabile in Jonglei.
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La carne rossa proveniente dalle macellerie nord sudanesi non piace più ai sauditi.
A non soddisfare la speciale clientela non è il gusto e tantomeno la tenerezza, bensì il prezzo. 
Nonostante il consueto Sacrificio, gli appassionati sauditi hanno pensato bene di non sottoporre il proprio portafoglio a sacrificio inutile.
L’inflazione nel paese dell’Uomo Oliva non arresta la propria corsa al rialzo, i più vicini al Presidente speculano e la popolazione soffre sempre di più per quel 2/3  di greggio che da ormai molte settimane non entra nel forziere di Khartoum.
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In Al Rashad, South Kordofan,  la resistenza militare di Al Hilu sottrae mitragliatrici e mezzi alla SAF. Tuttavia la risposta del Nord non si è fatta attendere troppo, nei pressi di Talodi, confetti BOOM sono stati recapitati alla popolazione colpevole di non collaborare nella caccia porta a porta, ma sarebbe meglio definirla cespuglio in cespuglio, in atto da quasi quattro mesi.
Della NO-Fly Zone, neppure a parlarne.
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Le piccole imprese di costruzioni dell’Equatoria si ribellano.
Il mercato è in mano agli stranieri, o meglio, le autorità e le classi agiate vedono sono in loro, i non sudanesi appunto,  il partner cui affidare il proprio denaro per ottenere il miglior risultato. 
“Che si uniscano in un consorzio se vogliono gareggiare negli appalti che contano”, questo il sentito suggerimento ricevuto dalle alte sfere politiche.
Il Dare una Possibilità, da questi parti sembrerebbe trovare solo terreno arido.

Buon proseguimento di giornata.

Thursday, September 22, 2011

... altri colori ...



abbandonare la strada maestra per una più stretta …

una dimora inglese rimasta immune ai bombardamenti …

la collina che un tempo la difese e ancor oggi le concede ospitalità …

una pianura ricca di verde dove poter perdere lo sguardo …

il rosso delle strade, la sua polvere, il suo allontanarsi …

i fiumi che chiedono acqua da portare in dono al gran padre Nilo …

solo pochi minuti per permettere alla memoria di fotografare ogni istante …

A presto terra di confine, a me ancora troppo sconosciuta per poterti dare del Tu.

una serena serata dall'ingenuo scribacchino...

Wednesday, September 21, 2011

Lo scribacchino.



Il Sud Sudan  è vasto, puoi perderti, potresti non riconoscere la terra su cui cammini anche dopo tanto tempo che la calpesti, che cerchi di impararne le leggi, le cosiddette usanze.
Non ti stupire se a venti minuti da dove sei il Tutto cambia, non averne timore, accettalo, fa parte del gioco.

Entra, non rimanere in disparte, gioca le tue carte anche se poche, e considerate di poco valore. Se hai una idea, se la ritieni davvero importante, falla conoscere, alimentala, sii fedele ad essa e vedrai che prima o poi, ma mai tardi, ti darà ragione.
Anche quando ti crederanno pazzo, tu insisti. 
Tanto tempo occorre per riempirsi, un solo attimo per sentirsi completato svuotato, tu non permetterlo, reagisci.

E se vuoi, guarda fuori dalla stanza che per un po’ di tempo occuperai, osserva lo sguardo del bimbo che mangia il suo frutto, che attende un tuo sorriso, una veloce intesa, digli che sei nuovo di queste parti, e che hai voluto conoscere un po’ della sua terra, terra d’Africa, terra ostile per chi non ne comprende il passato, il buono e il brutto di esso, devastante per chi non sa attendere e non sa più stupirsi.

Lo scribacchino consiglia di regalarvi un po’ dell’accoglienza che i Kuku sapranno certamente donare.
Uno dei prossimi giorni, con calma, vi parlerò di Ezio, Victor, Albino ed Eric. 
Gente semplice come piace a me.

a che punto eravamo?



L’uomo dal Grande Cappello esige trasparenza dal circolo privato dei ministri. Che le loro entrate vengano pubblicate, che tutti conoscano il loro reddito, il loro smisurato benessere.
Che la gente dei villaggi, anche quella dei più remoti, sappia bene cosa non avrà mai.
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In Unity State il governo decide per un “ingente” rimborso da destinare alla popolazione della contea di Guit.
Ben 500 sacchi di mais per le perdite subite nei giorni scorsi, perdite rappresentate dalla morte di oltre cinquanta persone.
Il crudele invasore non era l’arabo del Nord ma il proprio vicino, proveniente dal Warrap State.
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Gli ignoranti poliziotti che settimane addietro trattarono malamente un rappresentante delle Nazioni Unite, in un hall di un costoso albergo, sono stati radiati dal corpo.
Urge disciplina e onestà, che la polizia internazionale intervenga e insegni loro il “galateo”, sempre che la banda dei folletti UNMIS sappia cosa sia.
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Ve la ricordate la sedia di plastica?  Quella da quindici dollari per intenderci, ebbene, il suo posto sarà preso da un’altra, sempre cinese, ma da dodici dollari.
A cosa si deve tale miracolo? Dopo anni  di cecità il governo di Juba si accorge della presenza illegale di ben 14 “pseudo dogane”, e decide di sopprimerle.
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L’emigrazione forzata dal South Kordofan e Blue Nile non conosce riposo. 
Nonostante il popolo Nuba “tenga botta” alla Shaar’ia infliggendole una dura lezione a Talodi, la popolazione inerme è costretta all’esodo di massa.
Il CONTA DISPERATI ha raggiunto e superato il numero 600 al giorno.  
Gente che per vent’anni ha combattuto l’uomo Oliva, ha acquisito il termine di Rifugiato in una terra, il Sud Sudan per la quale ha versato sangue, senza che Nessuno dicesse loro Grazie.

L'ingenuo scribacchino.


Monday, September 19, 2011

un lunedì come altri



L’uomo dal grande Cappello è in fremente attesa per la sua prima partecipazione al consiglio delle Nazioni Unite dove sentirà per voce diretta di Mr.Yes We can che le compagnie petrolifere americane potrebbero fare rientro nel suo Paese dopo un lungo periodo di digiuno, in cui Cina, Malesia e India stanno ricoprendo ruoli di primo piano.
La rincorsa è solo agli inizi.

Quest’anno la Pioggia ha arrecato danni, troppa in alcuni casi, devastante per le misere coltivazioni, un incubo per centinaia di luoghi in cui la popolazione si è vista costretta ad abbandonare le proprie abitazioni.
In Jonglei , i villaggi nel distretto di Bor scelgono il male migliore, data la precaria situazione di sicurezza chiedono la presenza dell’esercito per poter coltivare qualcosa senza correre il rischio di subire le continue aggressioni che non danno tregua dal giorno dell’Indipendenza.

Il ribelle nr°1 del Darfur, Khalil Ibrahim, colui che non accetta il trattato di Doha, fa sapere di essere nei paraggi e intenzionato a non cambiare idea. 
Altri, come al solito smentiscono. "Chi dice di averlo visto, si è sbagliato o ha bevuto".

La libertà di stampa dell’uomo Oliva scala sempre più posizioni nella classifica del Non Diritto alla Parola.
I sei giornali che più si oppongono al regime di Khartoum stampano ma non distribuiscono.

Sempre rimanendo in termini di Opposizione, questa volta al Sud, si registrano fughe importanti dal partito SPLM-DC. 
Proprio in queste ore membri importanti stanno consegnando la tessera, ormai stanchi di condividere la poca chiarezza e la tanta corruzione che aleggia attorno al Presidente Lan Akol.

Forse fra qualche settimana due comitati decideranno dove aprire nuovi corridoi commerciali tra il nord e il sud. 
Nel caso fosse raggiunto l'accordo a sorvegliare queste nuove rotte saranno 5400 soldati equamente divisi fra le controparti e la forza di pace etiope.
Chissà ...

Una serena settimana dallo scribacchino.

Saturday, September 17, 2011

un numero infinito di "sud sudan"



Una sedia di plastica, una di quelle che tieni sul balconcino rivolto al cortile, quella su cui ti siedi per fumarti la tua sigaretta in santa pace, ebbene da queste parti quello stupido pezzo costa quindici dollari.
Il governo dice che eliminerà tutti quei caselli doganali improvvisati o meno lungo l’unica strada esistente. Perché è bene sapere che quando un trasportatore stracolmo di ogni cosa entra in Sudan, subisce una trasformazione, non nel suo aspetto bensì nel suo valore, che è centuplicato strada facendo, e a meta raggiunta il probabile cliente vedrà svuotarsi le proprie tasche in un attimo senza acquistare tutto ciò che aveva comandato nelle settimane che precedevano l’arrivo del carico.
Risultato? Una volta messo sul banco, persino un pezzo di sapone blu sarà un articolo di alta gioielleria valenzana.
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Nello stato di Jonglei il microfono viaggiante del commissario di Bor fa sapere ai giovani di non abbandonare i propri villaggi, di tenersi pronti ad ogni evenienza, i Murle e i simpatizzanti del ribelle Athor che trova sempre più seguaci nelle contee di Uror, Nyirol e Ayod, sono vicini e affamati.
Da quelle parti il disarmo è considerato come un qualcosa di peccaminoso anche solo parlarne.
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La FAO, agenzia nota per la sua inutilità ha deciso di diminuire drasticamente la quantità di semenze da versare sul terreno del Nuovo ma già Vecchio Stato.
Se il solo 1% del bisogno totale sud sudanese non è soddisfatto dalla estrazione di greggio, significa che i programmi avviati da cinque anni a questa parte hanno prodotto unicamente mediocri risultati. 
Sarebbe ingiusto dar solo loro la colpa, gli organi governativi preposti per tale compito sono un alto esempio di corruzione e inaffidabilità.
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Sempre più accorati proclami riguardanti esercito e polizia, che poi sarebbero la stessa cosa, "Più Umanità e Responsabilità". 
Non è una barzelletta, purtroppo.

Lo scribacchino parla con la sua Rosa, conosce Rosaria, caparbia bergamasca che lavora con le donne fra il fango del Nuovo Sudan.


per qualche secondo ...



Vorrei portarvi un po’ in giro se mi permettete, lungo una strada sterrata instancabilmente rossa, fatta di pozzanghere, di persone che la vivono percorrendola, la abitano costruendo a pochi metri di distanza la loro modesta capanna nata dal fango e dalla paglia. 
Una strada di rumori e silenzi, una strada che se vuole, può far paura, far male.
È la strada di qualunque e di questo posto. 
Non è più bella delle altre, non possiede qualcosa di più, è una strada senza nome, quasi sicuramente senza memoria.
Fatta di fiumi che la attraversano, fatta di sguardi, di grida, di rottami abbandonati. 
La stessa strada che forse percorrerete più volte e ogni volta vi garantisco non sarà uguale a quella precedente. Un solo particolare mutato potrà prendersi gioco di voi facendovi credere di non averla mai fatta.
Mi raccomando, non accelerate, andate adagio, non perdetevi nulla di ciò che vi regala, non un colore, un odore, un riflesso, non cadiate nella mediocre presunzione di aver già visto, che da altre parti è più affascinante, perché così non è.
Se volete scendete, lasciate il motore acceso, scrollatevi la polvere di dosso, inumidite le palpebre, inginocchiatevi e stendete la mano su quella terra rossa che vi accoglie, stringetela nel vostro palmo, lasciatela cadere nella tasca dei vostri pantaloni, e poi proseguite. 
Giungete con tranquillità alla vostra meta dove qualcuno sarà sicuramente felice della vostra venuta, rinfrescatevi, sorseggiate qualcosa di fresco, camminate per qualche metro, e lasciate che la terra torni a se stessa.

Buona notte, il vostro scribacchino.

Friday, September 16, 2011

Rubrica

 
Il Passato vive ogni giorno perché non é mai passato.


The Past lives every day because it is never passed.