Friday, June 17, 2011

17 giugno 2011



Il viaggio di due diplomatici di lingua anglo-americana è stato interrotto ancora prima di cominciare. Il piano di volo e le motivazioni di tale giro turistico non erano note al governo nordista.

La Sud Corea mette a disposizione del governo Rinoceronte di Juba, la propria esperienza e le migliori industrie per progettare  la nuova capitale, a candidarsi Ramcial, Mangalla e Terekaka.

A due passi da Rumbek gli scontri fra Gony e Thuyic non trovano tregua, risultato, le vacche diminuiscono i morti aumentano così come il prezzo del gasolio.

Di differente pensiero sono il governo statunitense e Amnesty International, il primo auspica che la Cina induca il Presidente Al Bashir, prossimamente in visita, ad un immediato stop del conflitto in South Kordofan, il secondo desidererebbe un arresto, anche senza troppa pubblicità.

Quest’ultimo impossibile, data l’amicizia economica che lega il padrone di casa al proprio ospite.

Mrs. Diarrea, è l’ospite terminale non desiderato delle migliaia di persone rintanate nei centri di “non accoglienza” sparsi attorno e in Kadugli. 
Le medicine sperano di poter giungere a destinazione prima del cibo.

Lo scribacchino.


Senza sosta.



A coloro che fuggono, manca il respiro, a coloro che non hanno accettato di rifugiarsi nelle zone più o meno protette delle Nazioni Unite, manca il cibo, a coloro che hanno preferito tornare fra le loro montagne, manca acqua, a coloro che hanno scelto coraggiosamente di resistere, manca tutto.

Non desiderano la guerra, non desiderano privare e privarsi della libertà, non desiderano interrompere la propria e altrui esistenza, non desiderano tutto ciò.

Desiderano vivere del loro poco, della loro semplicità, non hanno bisogno di versare ancora lacrime per ricordare le persone a loro care che in questo momento, sì proprio ora mentre mi stai leggendo, stanno per essere inghiottite, dimenticate, uccise. 

Lo scribacchino.

Strana forma di gratitudine.



Il cielo del South Kordofan è ancora chiuso al traffico aereo, siamo giunti al settimo giorno.

I sacchi targati WFP sono costretti a trovare altre strade, scomode e pericolose, per raggiungere le migliaia di bocche che attendono da giorni.

Ricordiamo che non è una guerra, o meglio non tra Nord e Sud, bensì un’opera di smilitarizzazione della popolazione che poche settimane or sono ha votato contro il "vincente" criminale Haroun. 

La stessa popolazione che per ben due decenni ha fronteggiato il Nord impedendo loro di infliggere pesanti perdite al prossimo nascituro Sud Sudan.

Lo scribacchino.

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Il Nord sa che dovrà affrontare un periodo di magra, e si appresta ad attuare programmi che possano proteggere la propria economia attualmente fondata sulla esportazione del greggio, estratto in quella zona franca a cavallo dei due contendenti.

Mi domando, il debito del Sudan rimarrà sulle sole spalle del Nord o verrà equamente diviso? 
Il conto è salatissimo, e non credo vorranno essere i soli debitori. 
Probabilmente ciò che sta accadendo in South Kordofan è una forma, come dire, di prevenzione.

E poi, affitteranno le proprie condutture?, quali margini di guadagno potranno avere? 

Non sarà sufficiente festeggiare il 9 luglio, i duellanti sono legati da un cordone ombelicale così spesso che l’indipendenza risulterà ancora molto distante.

Non si raggiunge la libertà, intendo quella economica, quando il reddito giornaliero della stragrande maggioranza della popolazione è inferiore a un dollaro statunitense.

Lo scribacchino.

Thursday, June 16, 2011

Diplomazia ad alto livello.



Avranno ascoltato la radio i vari comandanti che mesi or sono dichiararono “il governo di Juba non alzerà la nuova bandiera sud sudanese”(?) 
Se sì, basterà il dietro-front di uno dei sette capi ribelli (David Yauyau) a interrompere gli agguati, le sommosse, i massacri che da tempo disegnano l’instabilità del futuro 193° stato?

Spettatore interessato, il presidente del Nord Al Bashir, fresco di rinuncia al viaggio in Malesia, le possibilità che venisse arrestato una volta giunto all’aeroporto avevano sfiorato proporzioni gigantesche, quindi un suo ministro, lindo nella casella “reati contro l’umanità”, almeno sulla carta, prenderà il suo posto.

Tuttavia i voli con destinazione Cina e Iran, del criminale Nordista rimangono confermati, da quelle parti i trattati sui diritti umani non hanno trovato carta, penna, e qualcuno che intendessi firmarli.

Nel mentre, Mr We can, invia il suo messaggio di preoccupazione ai due presidenti circa la situazione che da settimane tiene banco nel ricco South Kordofan.
Purtroppo “la carota e il bastone” non fanno più presa, e il tutto viene respinto al mittente senza ricevuta di ritorno. Come dire, "non fate paura".

Nuove accuse vengono rivolte alla missione delle Nazioni Unite, ma questa volta a presentarle è il Nord, in un nota si dice che pur di prolungare la propria missione in territorio Arabo sarebbero pronti a qualunque stratagemma, anche ad alimentare l’insicurezza e il pericolo a discapito della popolazione inerme. (non sarebbe la prima volta)

Il vice Presidente sudista si affretta a dichiarare agli spettatori americani che il Sud ha svolto il “compitino” diligentemente, seguendo alla lettera la linea guida data dalla comunità internazionale con l’avvicinarsi al parto del nuovo stato. 
Conclude il suo intervento auspicando un Cuscino Militare nella martoriata Abyei, preferibilmente di un candido color Bianco, ovvero caucasico, sicuramente non “nero-africa”.

Lo scribacchino.

Wednesday, June 15, 2011

Perché il Sudan è il sudan..


Si è concluso a reti inviolate, l’incontro fra i due Grandi del Sudan.


Malesia, Cina e Lega Araba strizzano l’occhio al Nord.

Le compagnie che estraggono l’oro nero sono state avvertite, un attacco all’aeroporto di Heglig fa tremare gli investitori stranieri, Cina in testa.

Alcuna violenza, stupro è stato commesso in Abyei, a garantirlo il portavoce del Nord.

Ultimatum ai gruppi ribelli residenti in Darfur: 
"tre mesi di tempo per firmare il trattato di Pace", opportunamente redatto senza la loro insignificante opinione.

South Kordofan: scarica barile mediatico, partecipanti: 
Nord, Sud, U.N.

Banca Mondiale: 250 milioni di pounds sudanesi per sostenere la nascita del nuovo stato.

Jonglei: territorio senza alcun tipo di sicurezza.

Aumento dei "bambini di strada" nella regione Lakes State.

Lo scribacchino.





Confetti della fratellanza.




Kauda, South Kordofan




Il pallottoliere di coloro che non possono accedere agli aiuti umanitari in South Kordofan ha raggiunto il numero di TRECENTOMILA.